LOVE WILL SAVE THE WORLD- NUMBER 4

08

Maggio

2018

Il progetto per me inizia dal disegno  e dalla pittura. Da giovane, infatti,volevo fare il pittore, ma disegno anche moltissimo.
Quando devo cominciare a lavorare, quando sono impegnato ad affrontare un nuovo progetto, parto sempre dall’osservazione della natura. Possono funzionare anche una grande alba, il mondo sottomarino, le nuvole che si spostano, i vulcani in  eruzione. O un corso d’acqua che si confonde in un deserto di rocce con il coloreblu del cielo o che modifica la profondità con la luce.
Ho sempre dipinto e continuerò a farlo. Di lì nasce molta materia di lavoro. Dico dipingere, cosa diversa dal “disegnare architetture”. Anche oggi quando vengo chi amato all’università per parlare ai ragazzi, mi metto istintivamente a dipingere.
I miei disegni seguono il gesto, sono controllati proporzionalmente ad occhio, inquesto atteggiamento mi sento un po’ beaux-artes. Non disegno mai una cosa simmetrica, sono stato influenzato dalle meravigliose opere di Caravaggio e dai suoi rapporti. Il problema del mio metodo è che non riesco, e non voglio, delegare la fase creativa. Voglio seguire tutto il processo dall’inizio perché non saprei altrimenti come trasmettere quello che ho in testa.
All’inizio c’erano solo i miei segni. Poi s’è aggiunto un secondo pezzo, la creazione dei modelli. Posso per esempio partire da un parallelepipedo. E in quel caso mi metto a spezzarlo, a bucarlo, a creargli dentro o intorno un vuoto, poi intervengo ancora per studiare il rapporto tra il volume rimasto e quello portato via.
Puntualmente mi ritrovo a togliere, raramente ad aggiungere. Da tempo, a questi due momenti se n’è aggiunto un terzo che appartiene all’universo del computer e sfrutta le nuove tecnologie, parlo qui del disegno digitale. L’ingresso della virtualità nella progettualità dell’architettura è una rivoluzione paragonabile alla scoperta della prospettiva nella pittura. Permette di avere più controllo sul progetto e di immaginarlo meglio prima che venga ultimato e prenda una forma definitiva.
Questi tre “pezzi” del lavoro devono poi risultare completamente amalgamati fra loro. La pittura, il modello e la tecnologia virtuale sono tutti stimoli per arrivare all’architettura, sono tutti strumenti per far crescere la tensione. Perché non si potrà mai arrivare all’emozione se non cresce la tensione.

MASSIMILIANO FUKSAS -  08/05/2018